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Londra, (Gran Bretagna)

Written by infomuseum. Posted in Articoli Reportage

Londra, Gran Bretagna

visitata nel settembre 2013

La città ci accoglie con bellissime giornate soleggiate, durante la nostra visita di una sola settimana abbiamo documentato alcuni scorci della Londra artistica e monumentale, ma non solo, siamo stati anche al London Canal Museum e lungo le rive del Regent’s Canal. Londra ci piace molto, è moderna pur conservando tutta la sua storia, nel quartiere centrale “The City” si trovano alcuni esempi di architettura moderna con le loro forme quanto mai insolite, tuttavia passeggiando per le strade del centro storico lo stile architettonico principale resta quello Vittoriano del XIX secolo e Neoclassico.

Alcuni grandi musei come è noto a Londra non prevedono un biglietto di ingresso, l’accesso alle collezioni permanenti è gratuito, questo rappresenta un vantaggio non solo per il turista, che evita così lunghi ed estenuanti “tour de force”, ma anche per il cittadino londinese che può usufruire del patrimonio artistico quotidianamente, infatti non è insolito incrociare alla National Gallery o al British Museum visitatori che dopo una giornata di lavoro passeggiano per pochi minuti nelle sale, per poi andar via. E’ un fenomeno che ci ha colpito in modo particolare, l’accesso gratuito alle collezioni ci porta a riflettere che la visita al museo, non viene più vissuta dal cittadino inglese come un evento, uno spettacolo da celebrare in un giorno particolare, ma bensì l’arte diventa un’esperienza vicina e tangibile, ci si incontra al museo, si chiacchiera e si passeggia, l’impressione che abbiamo avuto è che gli inglesi vivano il museo con una concezione differente da quella italiana, dove il museo è quasi sempre un luogo di contemplazione, di silenzio. Ricordiamo però che le mostre temporanee sono a pagamento e che i finaziamenti dei musei provengono per la maggior parte da donazioni di facoltosi privati.

Soggiorniamo nel quartiere di “Soho”, caratterizzato dalla movimentata vita notturna e dal frequentato parchetto, in cui all’interno si trova una graziosa ricostruzione di una casetta in stile vittoriano, è una zona molto giovanile ed al suo interno si trova anche il quartiere cinese.

Una delle prime tappe è “La City”, il cuore della capitale inglese, durante le nostre passeggiate lungo il Tamigi fotografiamo gli edifici che portano le firme di alcuni dei più importanti architetti dei nostri anni. Ricordiamo quelli più noti: la “Swiss Re Tower” o “The Gherkin” detto il cetriolo e il “Willis Building” costruiti dallo studio di Norman Foster, il “20 Fenchurc Street” detto il walkie-talkie, il “Leadenhall Building” soprannominato la “grattugia” custruito dall’architetto Richard Rogers e dall’altra parte del Tamigi si trova la “Shard of glass” di Renzo Piano, detta la “Scheggia”. Tutt’altra cosa è la “Tower of London”, la grande costruzione fortificata eretta sulle rive del Tamigi nel XII secolo per volere di Guglielmo il Conquistatore (1066-1087). Dal 1988 è stata inserita nella lista dei monumenti patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Infatti è un bellissimo esempio di architettura normanna con tanto di torrioni e mure difensive circondate da un enorme fossato una volta riempito dall’acqua del Tamigi. La “Torre bianca” che attualmente custodisce la corona e i gioielli reali, è stata per secoli la sede della monarchia inglese, ma oltre alle stanze lussuose dei reali al suo interno si trovano le carceri dove si torturavano i prigionieri e si eseguivano le esecuzioni capitali, a testimonianza è ancora visibile “la porte dei traditori”. Non molto distante si trovano i resti delle mura difensive della città medievale.

Il simbolo di Londra è certamente il “Tower Bridge”, il ponte più famoso del mondo venne costruito tra il 1886 e il 1894 dall’ingegnere E. W. Cruttwell, per poi essere terminato da George D. Stevenson che gli diede il caratteristico stile vittoriano con la presenza di alcuni elementi gotici.

Per chi volesse come noi approfondire la storia antica di questa bellissima metropoli consigliamo la visita al London Museum, dove è possibile ammirare numerose opere e reperti dell’epoca romana, supportati da un pratico impianto didattico composto da tabelle, schermi interattivi e ottimi modellini, che ricostruiscono alcuni momenti della vita urbana della Londinium romana fondata nel 43 d.c. Il museo possiede una vasta collezione che copre l’intera cronologia dello svilluppo della città, dalla preistoria sino al novecento.

La “St Paul’s Cathedral” è visibile con la sua cupola da quasi tutta Londra, quella che si vede al momento è il quinto edificio religioso costruito sullo stesso luogo in 1400 anni di storia. Terminata nel 1710 dall’architetto Sir Christopher Wren (1632-1723) presenta elementi del rinascimento italiano come i riferimenti alla cupola di Michelangelo di San Pietro a Roma e ad alcune soluzioni del Bramante, mentre i due campanili laterali rispecchiano i gusti dell’architettura barocca.

Uscendo dalla City ci dirigiamo verso est, verso il quartiere multietnico di Whitechappel, dove si trova l’omonima Whitechappel Gallery, costruita in stile Art Nouveau nel 1899 è stata la sede di importanti eventi della storia dell’arte contemporanea.

Situato nel quartiere ad ovest della City il British Museum si presenta con la sua imponete facciata neoclassica progettata da Robert Smirke tra il 1823 e il 1852 con espiliciti richiami all’architettura greca, mentre la cupola in vetro della “Grand Hall” è opera dell’architetto Norman Foster inaugurata nel 2000. Al suo interno custodisce una delle più importanti collezioni d’arte antica e classica al mondo con reperti provenienti dagli Imperi Assiro-Babilonesi del Vicino Oriente, dell’Antico Egitto, dalla Grecia e dall’Impero Romano. Ricordiamo alcuni tesori che ci hanno colpito in modo particolare: primi tra tutti i marmi del Partenone, alcune sculture lignee raffiguranti il Buddha esposte nella nuova sezione dedicata al Giappone, le sale dedicate all’Arte Etrusca italica con la presenza dei ritrovamenti della tomba di Poggio Cantarello presso Chiusi, tra cui il sarcofago in terracotta dipinta realizzato tra il 150 e il 130 a.c. su cui è scolpita una donna sdraiata che con una mano si toglie il velo dal viso e con l’altra stringe uno specchio. Una piccola sezione è dedicata anche alle Civiltà Precolombiane con importanti reperti della cività Maya provenienti dagli scavi di Yaxchilan e Palenque, della civiltà di Teotihuacan, altri invece delle culture Zapoteca, Mixteca e Azteca. E’ curioso ma nelle sale del British Museum tra le opere costodite si trova anche un Moai proventiente dall’Isola di Pasqua. Il museo è gratuito ed è proprio durante il nostro soggiorno che abbiamo avuto la possibilità di visitare la mostra dedicata a Pompei che ha suscitato così tanto interesse in Inghilterra e un pò di senso di invidia in Italia.

Altra tappa fondamentale del nostro reportage è la National Gallery situata in Trafalgar Square ad ovest della City. La piazza è sempre popolata da turisti e da musicisti che rendono l’atmosfera molto allegra e vivace, al centro si trova la celebre colonna dedicata all’ammiraglio Nelson del 1843. L’edificio fù progettato da John Nash all’inizio del XIX secolo, mentre la facciata è stata terminata nel 1838 ad opera di William Wilkins nella migliore tradizione neoclassica. Oltre 2000 dipinti esposti in quattro ali della pinacoteca: la prima, l’ala “Sainsburg Wing” con i dipinti realizzati dal 1260 al 1510, l’ala “West Wing” con le opere del rinascimento dal 1510 al 1600, si prosegue con l’ala “North Wing” che conserva i capolavori del ‘600 e del ‘700 e si conclude con l’ala “East Wing” che ci porta sino all’inizio del secolo scorso. Tra i capolavori che abbiamo potuto visitare ne ricordiamo alcuni: il “San Girolamo nello studio” del grande Antonello da Messina del 1475, il sempre affollato “Ritratto dei coniugi Arnolfini” di Jan Van Eyck del 1434, il “Ritratto del doge Leonardo Loredan” di Giovanni Bellini, “Venere e Marte” di Sandro Botticelli del 1480, le opere di Carlo Crivelli (1403-1494), il “San Girolamo” di Albrecht Dürer del 1495, le due opere di Leonardo, “La vergine delle rocce” del 1508 e il magnifico cartone della “Vergine col bambino con Sant’Anna e San Giovannino” a cui è dedicata una area intima e riservata. Il nostro stupore dinanzi alle opere del Mantegna come “La Preghiera nell’orto” del 1460, poi Masaccio, Masolino, il Perugino, qui si trova anche il “Battesimo di Cristo” di Piero della Francesca realizzato tra il 1450 e il 1460, una sala intera è dedicata a Ferrara e Bologna dove si trovano quattro opere di uno degli artisti più bizzarri del XV secolo, il pittore ferrarese Cosimo Tura (1431-1495). Nelle sale del ‘500 si possono ammirare: “Allegoria con Venere e Cupido” opera ambigua del Bronzino realizzata nel 1450, l’ “Adorazione dei Magi” di Pieter Bruegel il vecchio del 1564, un capolavoro del Correggio “Venere con Mercurio e Cupido” del 1525, il magnifico “Tramonto” di Giorgione del 1510, momenti magici c’è li regala Hans Holbein con il celebre ritratto di “Jean de Dinteville e George de Selve” del 1533, con il suo teschio che si può vedere solo posizionandosi ai lati dell’opera, quadro che si suppone fosse destinato per una parete di una scala, in maniera tale da essere visto sia nella discesa che nella salita dei gradini. Altro genio artistico presente nelle sale della National Gallery è sicuramente Lorenzo Lotto (1480-1556), ma qui si trova anche il Moroni (1520-1578), le non finite opere pittoriche di Michelangelo la “Deposizione nel sepolcro” del 1500 e la “Madonna col bambino, San Giovannino e gli angeli” meglio nota come “Madonna di Manchester” del 1497. Incontriamo il nostro pittore preferito, ci sorprende sempre il Parmigianino, questa volta con l’enorme tavola di pioppo di 3,43 cm per 149 cm, sui cui dipinge la “Madonna col Bambino con i santi Giovanni e Girolamo” del 1526, con il San Girolamo più manierista della Storia dell’Arte. Ricordiamo Jacopo Pontormo (1494-1557), Raffaello con il ritratto di “Papa Giulio II” del 1511, il famoso “Bacco e Arianna” del 1520 opera di Tiziano. Delle sale del ‘600 e ‘700 vogliamo invece consigliare: “Concerto” dell’olandese Hendrick Brugghen del 1626, la bellissima “Cena in Emmaus” di Caravaggio del 1601, la “Cacciata dei Mercanti dal tempio” di El Greco del 1600, il ritratto del “Giovane con un teschio (Vanitas)” di Frans Hals del 1626, e poi le opere di Poussin, Murillo, Rembrandt, Rubens, Velàsquez, Vermeer e il grande Francisco de Zurbaràn. Delle ultime sale molto più contenute nel numero di opere esposte vogliamo citarne alcune: le “Bagnanti” di Cézanne del 1900, “Il castello di carte” di Chardin del 1736, la commovente “Esecuzione di Lady Jane Grey” opera di Paul Delaroche dipinta nel 1833, il suggestivo paesaggio invernale di Friedrich del 1811, doveroso è portare un saluto ai “Coniugi Andrews” ritratti da Thomas Gainsborough nel 1750, “Il contratto di matrimono” di William Hogarth del 1743, l’ “Esecuzione di Massimiliano” di Manet del 1867, vale sicuramente la pena soffermarsi sulla “Tigre in una tempesta tropicale (Sopresa!)” di quel genio di Henri Rousseau del 1891, il celebre cavallo ritratto da George Stubbs intitolato “Whistlejacket” del 1762, e poi quello che per noi è il capolavoro di Turner, cioè “Pioggia, vapore e velocità; la Great Western Railway” dipinto nel 1844 ma già anticipatore delle avanguardie futuriste e concludiamo con l’ “Esperimento con  una macchina pneumatica” di Wright of Derby realizzata nel 1768. Quasi 5 ore abbiamo impiegato per visitare tutte le sale della National Gallery, ovviamente è consigliabile visitare il museo in più occasioni magari scegliendo una ala per volta.

Il nostro reportage non poteva non cocludersi con il consigliarvi di visitare anche gli altri musei della città di Londra, noi stessi ci siamo promessi di ritornare presto, per poter visitare la Tate Gallery e la Modern Gallery, così da conoscere ancora più a fondo uno dei patrimoni culturali e artistici più grandi al mondo. Vogliamo consigliare però che anche se alcuni musei consentono l’accesso gratuito, un offerta all’ingresso è sempre ben gradita, è un gesto civile di solidarietà verso chi lavora alla conservazione delle opere ed ai maestri del passato che le hanno realizzate.

Link cosigliati:

Comune di Londra

 

La Redazione.

 

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