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Oria (Brindisi, Puglia)

Written by infomuseum. Posted in Articoli Reportage

 

Oria (Brindisi), Puglia.

Visitata nel settembre 2014.

Il fascino del centro storico della città di Oria non è solamente dovuto ai suoi monumenti e alle opere d’arte che possiede ma anche alla sua posizione collinare dalla quale domina il territorio circostante. Ancora oggi è possibile districarsi tra gli stretti vicoletti che circondano la basilica e il castello, che ci riportano inevitabilmente ad atmosfere di secoli lontani. Di storia, Oria, ne possiede tanta: secondo Erotodo fu fondata da un gruppo di naufraghi cretesi, che la chiamarono Hyria. Nel corso dell’VIII secolo a.c. aderì alla confederazione messapica e i suoi rapporti commerciali erano frequenti sia con le città confederate che della Magna Grecia, in particolar modo con la vicina Taras (Taranto). I romani ne fecero un loro municipio nell’ 88 a.c. mentre durante i regni bizantini e longobardi venne più volte saccheggiata e bruciata dai saraceni. La città fu conquistata dai normanni e poi da Federico II di Svevia nel 1062, vi succedettero gli angioini e gli spagnoli, ma dal XVI secolo si assiste ad un lento declino della sua importanza strategica.

Dei principali monumenti di Oria visitiamo subito il magnifico “Castello degli Imperiali” che deve il suo aspetto attuale alle modifiche subite nel corso del tempo. Il colle più alto della città ospitava un tempo l’antica acropoli dei messapi, nel XI secolo i normanni fortificarono un edificio probabilmente già esistente mentre successivi interventi furono realizzati nel corso del regno degli svevi di Federico II e nel periodo angioino a cui si attribuisco la costruzione delle due torri dette “del Salto” e del “Cavaliere”. L’edificio si articola su di una base a triangolo isoscele con il vertice a nord e conserva al suo interno eleganti sale di ricevimento e di rappresentanza. Nella piazza d’armi sono conservate alcune antiche colonne bizantine e l’ipogeo dei santi Crisanti e Daria del IX secolo. Ricordiamo che nel 1897 il castello fu in parte distrutto da un ciclone che colpì l’intera città così che furono necessari importanti interventi di conservazione. Nell’estate del 2013 abbiamo trovato il castello posto sotto sequestro e pertanto chiuso al pubblico. Quest’anno, fortunatamente, per diverse domeniche il castello è stato aperto alle visite grazie alla delegazione locale di Legambiente.

La “Basilica minore di S.M. Assunta in cielo” di Oria fu eretta per volere del vescovo Castrese Scaja a partire del 1750 su progetto del architetto partenopeo Giustino Lombardi. Precedentemente sulla stessa area detta colle “Del Vaglio” sorgeva una antica chiesa del XIII secolo demolita nel 1743 dopo che un forte terremoto la rese pericolante. In questa area è documentata anche la presenza di un antico tempio pagano infatti l’attuale “piazza cattedrale” sorge proprio sulla parte meridionale dell’antica acropoli messapica. Lo stile adottato per la ricostruzione settecentesca del tempio è il Barocco, che si riflette nella composizione della facciata in carparo (pietra locale) suddivisa da una finta balaustra in due ordini e tripartita verticalmente da doppie coppie di paraste con capitelli corinzi, mentre il rosone è decorato con elementi Rococò ed è coronato da un timpano mistilineo privo della cimasa andata distrutta durante il ciclone del 1897. L’interno fu riorganizzato su di una pianta a croce latina, sul modello della basilica di San Pietro a Roma. All’interno della basilica, oltre ad importanti sculture di scuola veneziana, si trovano pregevoli manufatti in marmo e stucco. Dall’esterno la magnifica cupola con lanternino a bulbo è decorata con mattonelle in ceramica policroma e alle spalle della basilica si trova la “Torre Palomba” detta anche “carnara”, un tempo parte della fortificazione messapica e utilizzata sino al XVIII secolo come ossario.
Durante gli scavi della piazza nel XIX secolo si scoprirono tracce di quella che un tempo doveva essere l’acropoli messapica.                       Oggi oltre alla basilica si può ammirare anche il “Palazzo vescovile” eretto tra il 1564 e il 1570 dall’arcivescovo Gian Carlo Bovio e al cui interno si conservano importanti reperti della civiltà messapica, romana e dell’antica cattedrale medievale. Ricordiamo inoltre la presenza di pitture murali attribuite a Pellegrino Tibaldi (1527 – 1596).

Ad introdurre i visitatori nel caratteristico ghetto ebraico è “Porta Taranto” detta anche “Porta degli Ebrei”. La prima costruzione risale all’ XI secolo ma fu completamente fatta ricostruire nel 1433 dal principe Giovanni Antonio Orsini. Ancora oggi si possono ammirare sulla facciata gli stemmi della città e una statua dell’immacolata del XVI secolo.
L’altra porta ancora esistente è “Porta Manfredi”, ricostruita da Michele III Imperiali nel 1727, è nota anche come “Porta degli Spagnoli” poichè da qui le truppe spagnole riuscirono ad entrare nella città dopo un lungo assedio agli inizi del XVI secolo. Questa reca lo stemma di Oria e un tempo era adornata da tre statue rimosse dopo il ciclone del 1897. Ci troviamo a pochi passi dalla graziosa e raccolta piazza Manfredi sulla quale si affaccia il palazzo detto “Il Sedile”; voluto da Michele III imperali nel XVIII secolo, in stile Barocco, decorato con le statue di S. Carlo e S. Borromeo e di S. Barsanofio, ancora oggi conserva intatta tutta la sua eleganza.

Altro importante monumento religioso ad oggi sconsacrato ed adibito a spazio espositivo è la “Chiesa di San Giuseppe Battista” costruita per volere della baronessa Filippa di Cosenza nel XVI secolo. Sullo stemma della facciata si può ancora vedere il simbolo del papa Paolo III. Lo stile barocco anche in questo caso ricopre quello di un preesistente edificio romanico del XIV secolo. La facciata realizzata in carparo e pietra bianca leccese è decorata con paraste corinzie ed un raffinato portale d’ingresso. All’interno dell’edificio si conservano ancora alcuni frammenti di pitture murali gotiche in cui vengono raffigurati i santi della chiesa.

Oria è un piccolo borgo a cui siamo molto affezionati, uno dei tanti che si trovano in Italia, sono proprio questi i tesori “minori” che più interessano la redazione di Infomuseum, secondo un idea di ricerca storico-artistica che non si basa solo su reportages dei grandi itinerari turistici di massa, ma che volentieri pone l’attenzione sui piccoli musei e monumenti che visiteremo e documenteremo in questa sezione.

La Redazione.

Video Reportage:

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Comune di Oria

Legambiente – Oria

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