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Rimini (Emilia-Romagna)

Written by infomuseum. Posted in Articoli Reportage

Rimini, Emilia-Romagna

visitata nel maggio 2011

E’ stata per noi una breve passeggiata nel centro storico della città di Rimini, nè riportiamo solo alcuni tra i monumenti che assolutamente sono da non perdere e tutti raggiungibili comodamente camminando.

Meglio nota per il turismo estivo di massa ma poche volte ricordata per i suoi monumenti storici e artistici le origini di Rimini risalgono al Paleolitico inferiore, poi con gli etruschi e i romani la città divenne un importante centro per scambi commerciali. La città di Ariminum divenne uno snodo per la via Flaminia, la via Emilia e la via Popilia-Annia che la collegava con Aquilea, durante il I e II secolo a.c. furono costruite grandi opere pubbliche e monumenti tra cui l’acquedotto, le strade, il teatro e l’anfiteatro.

Durante il nostro reportage incontriamo primo fra tutti è “Arco di Augusto” costruito in pietra d’Istria nel 27 a.c. per l’avvenuto restaturo della via Flaminia che la collegava a Roma, resta uno degli archi più antichi conservato sino ad oggi. L’arco ha una sola fornice aveva anche la funzione di porta cittadina e si ipotizza la presenza come coronamento di una quadriga guidata da Augusto, nel medioevo divenne la “Porta Aurea”. Due semicolonne scanalate coronate con capitelli corinzi, sulla facciata interna si trovano due medaglioni con le teste di Nettuno e la dea Roma mentre sul lato esterno si trovano i volti di Giove e Apollo, da notare anche i muso di un toro ormai quasi eroso del tutto, la merlatura ghibellina che ne completa la struttura risale invece al X secolo.

Anche “Porta Montanara” costruita all’inizio del I secolo a.c. faceva parte della antica cerchia muraria romana, oggi ne rimane solo la fornice di sinistra che abbiamo inserito nella galleria fotografica, purtroppo fù gravemente danneggiata durante il secondo conflitto mondiale.

Altro importante simbolo della città è il bellissimo “Ponte di Tiberio”, iniziato nel 14 d.c. sotto l’impero di Augusto e terminato nel 21 d.c. all’epoca di Tiberio è uno dei monumenti assolutamente da non perdere. I cinque archi a tutto sesto che lo compongono sono tutti di misure diverse anche se quello centrale è di diametro più grande, essi sono noti per l’effetto geometrico dei suoi riflessi nel fiume Marecchia, un gioco visivo in cui le due parti dell’arco, la metà del ponte e l’altra del riflesso sulle acque formano un unico cerchio perfetto. Il ponte oggi è possibile attraversarlo con le automobili ed è stato bombardato più volte durante il secondo conflitto mondiale. Come per l’ “Arco di Augusto” anche il “Ponte di Tiberio” utilizza la bianca pietra d’Istria e ne ricorda molto lo stile.

Con l’arrivo delle invasione barbariche la città si chiude dentro le mura aureliane, fù conquistata dai Goti e dall’Impero Bizantino per poi essere donata da Pipino re dei Franchi alla chiesa romana. Durante il Medioevo Rimini divenne un libero comune e si costruirono nell’attuale piazza Cavour il “Palazzo dell’Arengo” e il “Palazzo del Podestà”.

Il “Palazzo dell’Arengo” venne costruito per volere del podestà dell’epoca Mario de Coronese nel 1207 nell’attuale piazza Cavour. Si presenta in stile romanico con elementi gotici, con la facciata costituita da un portico a sei arcate a sesto acuto, al piano superiore si trova il “Salone dell’Arengo” dotato di eleganti finestre con colonnine e decorati con affreschi della scuola riminese del XIV secolo. Dalla piazza è visibile al suo lato la torre camapanaria adibita in alcuni momenti a prigione. L’aspetto attuale del palazzo è stato comunque il frutto di numerosi restaturi sino ad epoche recenti che furono effettuati anche sull’ adiacente “Palazzo del Podestà” eretto nel XIV secolo .

In piazza Cavour si trova anche “Palazzo Garampi” sede dell’amministrazione comunale durante il XVI sec., il “Teatro comunale Amintore Galli” costruito nel 1857 dall’architetto Luigi Poletti e il mercato ittico della “Peschiera” costruito dall’architetto riminese Giovan Francesco Buonamici nel 1747. Il corpo della struttura è costituita da nove arcate e da pilastri in muratura, il tetto è realizzato in legno mentre le due volute sulla facciata fanno da cornice alla targa con le iscrizioni.

Ci soffermiamo con poche righe anche sulla “Fontana della Pigna” di orgine romana fù ristrutturata nel 1543 per volere del papa Paolo III che affidò i lavori a Giovanni da Carrara per rimediare ai danni subiti dalla vasca dai fuochi d’artificio del 1540. Leonardo la descrive nell’agosto del 1502 e nè apprezza l’armonia dei suoi giochi d’acqua, al suo centro si trovava la statua di San Paolo oggi sostituita da una pigna. Per la costruzione delle vasche e delle colonnine è stato utilizzato del marmo bianco, i bassorilievi che ancora oggi la decorano risalgono all’epoca romana.

Tra le famiglie più influeti ricordiamo i Malatesta che governarono la città per circa due secoli estendendo i confini oltre la Romagna, è proprio con Sigismondo Pandolfo che si erigge il “Tempio Malatestiano”. Chi come noi ama la storia dell’arte potrà capire la nostra gioia nel vedere di persona questo monumento di straordinaria importanza per l’architettura rinascimentale e la storia delle arti visive. Eretto tra il 1450 e il 1461 sul luogo della chiesa gotica di San Francesco che a sua volta occupava il luogo della chiesa benedettina pomposiana dedicata a Santa Maria in Trivio dove venivano sepolti i Malatesta. Fù Sigismondo stesso che volle restaurare e dare una nuova veste alla chiesa, il progetto fù opera di Leon Battista Alberti (1404 – 1472) che trasse ispirazione proprio dai monumenti romani classici della città come l’“Arco di Augusto” per la facciata e il “Ponte di Tiberio” per i lati. Al suo interno si trovano importanti opere d’arte come un crocifisso di Giotto del 1300 l’affresco di Piero della Francesca raffigurante Sigismondo in pregriera davanti a San Sigismondo realizzato nel 1450 e bellissimi altorilievi di Agostino di Duccio. L’edificio non fù mai completato, non vide mai la sua cupola che doveva prendere a modello quella del Pantheon di Roma. E’ da notare come le arcate laterali dell’involucro dell’Alberti non combacino con l’andamento delle finestre gotiche sottostante (mal sopportate dall’architetto!). Il campanile posto nella parte posteriore fu costruito tra il XV e XVI secolo. Sigismondo fu scomunicato dal papa Pio II Piccolomini per i troppi riferimenti pagani presenti nell’architettura dell’edificio, per questo è noto come “Tempio Malatestiano”.

Visitiamo per ultimo il “Castel Sismondo” costruito da Sigismondo Malatesta tra il 1437 e il 1446, dove una volta si trovava il grande fossato per i due ponti levatoi oggi si trova una discutibile area asfaltata adebita a parcheggio. Durante il corso del tempo è stato soggetto a numerose modifiche, la pianta irregolare consentiva una miglior difesa dallle cannonate, inoltre il palazzo era costituito su due corti una rivolta verso il mare e la città, l’altra verso l’entroterra.

Nel 1463 Sigismondo Malatesta subì una forte sconfitta dal Duca di Urbino Federico da Montefeltro alla guida delle truppe pontificie, con la decadenza dei Malatesta la città passa sotto il controllo dello Stato Pontificio nel 1509, fu spesso saccheggiata e teatro di scontri violenti ma anche soggetta ad alluvioni del fiume Marecchia,  epidemie e subì un fortissimo terremoto nel 1672 che causò numerosi danni ai monumenti civici e sacri. Nel febbraio 1797 è la volta di Napoleone Bonaparte che inserì Rimini all’interno dei territori della Repubblica cispadana poi cisaplina, a testimoniana della storia passata nelle strade, nei palazzi e sulle sue rive di questa stupenda città.

Vogliamo segnalare anche gli importanti musei cittadini: come il Museo della Città custode di importanti reperti archeologici, opere medievali e d’arte moderna (Giovanni da Rimini, Guido Cagnacci, Guercino, Domenico Ghirlandaio, Agostino di Duccio e Giovanni Bellini).

La Redazione.

Link consigliati:

Comune di Rimini

Musei Comunali – Rimini

Wikipedia – Rimini

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