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“Spina dei capolavori”, Museo Archeologico Nazionale, Ferrara

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(18 dicembre 2016 – 5 marzo 2017)

Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara attualmente ospita la mostra “Spina dei capolavori” dove sono presentati al pubblico i reperti più importanti rinvenuti presso la necropoli etrusca di Spina, situata nelle vicinanza della città di Comacchio. I reperti sono databili tra il VI e IV secolo a.C. e si compongono di corredi funerari e servizi per il rito del simposio che sveleranno i segreti e i miti della cultura etrusca, lasciando intuire la forte influenza del mondo ellenistico sull’arte e sui costumi della popolazione italica. Tra le opere più importanti segnaliamo il “Cratere del Pittore di Chicago” e il “Kelebe a figure rosse con Minotauro”, alcuni di questi reperti sono visibili in 3D sul portale del Museo e sul sito 3D Virtual Museum.

 Link ufficiali:

Museo Archeologico Nazionale – Ferrara

3D Virtual Museum

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“Egitto. Splendore Millenario”, Museo Civico Archeologico, Bologna

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(16 ottobre 2015 – 17 luglio 2016)
Manico di specchio XVIII dinastia (1539-1292 a.C.), Legno e avorio, Collezione Palagi, Museo Civico Archeologico, Bologna.

Manico di specchio
XVIII dinastia (1539-1292 a.C.), Legno e avorio,
Collezione Palagi, Museo Civico Archeologico, Bologna.

Il Museo Civico Archeologico di Bologna ha da poco tempo inaugurato una bellissima mostra dedicata all’Antico Egitto. “Egitto. Splendore Millenario” è il titolo di questa esposizione che presenta un catalago con oltre 500 opere di straordinaria bellezza. L’evento nasce dalla collaborazione tra il museo felsineo e il Museo Nazionale di Antichità di Leiden (Olanda) due fra le collezioni d’arte egiziana più importanti al mondo, altri reperti provengono invece dal rinomato Museo Egizio di Torino e del Museo Egizio di Firenze. La mostra ricopre una cronologia che ha inizio con il “Periodo Predinastico” e si conclude con l’ “Epoca Romana”. Assume un importanza rilevante la ricongiunzione dei “Rilievi di Horemheb” comandante dell’esericito al tempo di Tutankhamon, i cui frammenti provengono proprio dalle collezione di Leiden, Bologna e Firenze. Per quanto riguarda il percorso espositivo esso si compone di sette sezioni: la prima è dedicata al “Periodo Predinastico” e l’ “Età Arcaica”, la seconda al “Antico Regno”, la terza al “Medio Regno” con un’ attenzione al culto del dio Osiri, la quarta sezione si concentra sul “Medio e Nuovo Regno”, la quinta mette in risalto una delle più importanti scoperte archeologiche come la necropoli di Saqqara e del Nuovo Regno, la sesta area documenta il periodo del “Nuovo Regno” mentre l’ultima sezione approfondisce il primo millennio dell’Egitto.

Link ufficiale:

“Egitto, Splendore Millenario” – Bologna

Museo Civico Archeologico – Bologna

Museo Egizio – Torino

Museo Egizio – Firenze

Museo Nazionale delle Antichità – Leiden

 

 

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Castro, Giuggianello, Poggiardo, Minervino (Lecce, Puglia)

Written by infomuseum. Posted in Articoli Reportage

 

Castro, Giuggianello, Poggiardo, Minervino (Lecce, Puglia)

visitata nel settembre 2015.

Era da molto tempo che volevamo visitare gli antichissimi Dolmen e Menhir del Salento, così nonstante il tempo metereologico non proprio adatto, dopo una breve consultazione decidiamo di dirigerci verso Otranto nei comuni di Giuggianello e Minervino, ma lungo il percorso non potevamo trascurare la bellissima Castro Marina. Un comune con poco meno di 2500 abitanti situato su uno scenografico colle che si affaccia sul mare adriatico. L’origine del centro storico risale all’epoca medievale anche se recenti scavi hanno portato alla luce quella che era una volta la Castrum Minervae. Il poeta Virgilio colloca il primo approdo di Enea proprio a Castro dove in cima al suo colle si trovava il “Tempio di Atena”, nel 2007 durante gli scavi nell’area dove una volta sorgeva l’acropoli, furono rinvenuti alcuni reperti che portano ad ipotizzare la presenta di un tempio antico. Proprio durante l’estate del 2015 venimmo a conoscenza dello scavo quando sui giornali per lo più locali comparve la notizia della scoperta da parte del gruppo archeologico di Amedeo Galati, di una grande statua mutila femminile databile al IV secolo a.c. probabilmente raffigurante Minerva o Artemide, la scultura probabilmente sarebbe stata alta circa quattro metri dimensione suggerita anche da altri reperti ritrovati nel corso degli scavi. A Castro nel corso dei secoli si sono succeduti Messapi, Greci e Romani, per poi essere inserita nei territori dell’impero bizantino. Durante gli anni del I secolo d.c. subì numerose incursioni e domini diversi da parte degli Ostrogoti, dei Vandali, dei Goti, dei Longobardi e degli Ungari. La dominazione Normanna a cui si succede quella Sveva fecero di Castro un importante centro commerciale e militare, per undici anni il potere della città passò nelle mani degli Arabi che la chiamarono Al Qatara (il castello), poi arrivarono gli Angioini e gli Aragonesi. Durante il XVI secolo sotto il dominio di Carlo V si verificano violente incursioni da parte dei Saraceni che resero la città sempre meno sicura portanto all’abbandono della castro da parte delle autorità religiose e di gran parte della popolazione.

Il centro storico raccolto e caratteristico si presenta molto ben conservato, tra i primi edifici che incontriamo ricordiamo la “Chiesa di Maria S.S. Annunziata”. Costruita nel 1171 presenta nella forma attuale diversi interventi architettonici che hanno alterato l’aspetto originale dell’edificio. Molto interessanti sono i resti dell’antica basilica bizantina datata tra il IX e il X secolo, ancora oggi è possibile intravedere le tracce degli affreschi delle storie di sant’Onofrio, san Giovanni Battista e del Redentore. Altri particolari che catturano la nostra attenzione sono il portale del 1594, e il rosone del XIV sec. Annesso alla Cattedrale si trova il “Palazzo Vescovile” costruito dal XV al XVI sec. di cui si possono ammirare delle eleganti finestre rinascimentali.

Il “Castello di Castro” fù costruito tra il XII e il XIII secolo dagli Aragonesi, dove un tempo si trovava una rocca di epoca bizantina, se pur era considerata una delle fortezze più sicura nel 148o non venne risparmiata dai Turchi che saccheggiarono Otranto. Nel corso dei secoli il castello venne ristrutturato con l’aggiunta di nuove parti, gli ultimi interventi furono realizzati da Ferdinando IV verso la fine del XVIII secolo. Oggi è di proprietà del comune della città e al suo interno ospita il Museo Civico Antonio Lazzari che conserva i reperti degli scavi del “Castrum Minervae”.

Una passeggiata consigliata è il percorso della cinta muraria dove emergono in alcuni tratti gli enormi blocchi delle mura messapiche , nel contempo sulle terrazze che scendono verso il mare abbiamo incontrato gli anziani castrioti intenti nella raccolta delle olive, ancora fatta a mano. Il paesaggio è bellissimo e l’atmosfera è di quelli liete senza le folle dei turisti estivi.

Lasciamo Castro per dirigerci verso il vero obbiettivo del nostro viaggio e cioè il Dolmen e i Menhir del Salento che ci ha sempre affascinato. Programmiamo il navigatore di portarci a Giuggianello, in località Polisano è lì che con non poche difficoltà troviamo il primo Menhir. Si presenta all’incrocio di una stradina di campagna tra gli ulivi secolari, alto 3,45 e i lati più larghi in direzione est-ovest, è stato realizzato in carparo e fù rinvenuto nel 1950. Apparentemente insignificante questa antica testimonianza della nostra preistoria è totalmente abbandonato a se stesso, a parte un vecchio tabellone quasi illeggibile che ne ricorda la storia. Sul sito del C.C.S.R. veniamo a conoscenza di un atto vandalico nel 1977 ad opera di ignoti che quasi distrusse il monolite, sino ad un ricollocamento sotto la visione della dottoressa Antonietta Gorgoglione.

La prossima tappa è il “Dolmen di Li Scusi” presso il comune di Minervino sulla strada per Uggiano La Chiesa nel “Parco culturale dolmen li Scusi”. Scoperto vero la fine del XIX secolo la struttura megalitica è datata tra il V e il III millennio a.c. E’ il secondo Dolmen più grande della Puglia dopo quello di Bisceglie e il primo ad essere scoperto in Italia, curioso il foro situato sulla lastra orizzontale poggiata su otto supporti alti circa un metro, sulle sue parti sono state ritrovate resti di conchiglie che confermano che questa’area fù un tempo sommersa. L’ultilizzo non è ancora del tutto chiaro, certamente si ipotizza un uso cerimoniale per sacrifici animali ma altre teorie li vogliono come strumenti astronomici.

A pochi chilometri di distanza nel comune di Poggiardo si trova “Il parco dei Guerrieri” a Vaste, un’antichissima area archeologica abitata già dall’età del bronzo, dai Messapi e dai Romani poi, hanno reso il sito archeologico tra i più interessanti del nostro paese, gran parte dei reperti ora conservati presso il Marta di Taranto sono stati proprio ritrovati in questi scavi, tra cui l’Ipogeo delle Cariatidi. Purtroppo troviamo il Museo della Civiltà Messapica di Vaste dell’area chiuso e la nostra visita è anche scoraggiata dall’avanzare di un temporale. Numerosi studi hanno arricchito la storiografia di quest’antica città per tanto vi consigliamo di visitare i link sotto elencati.

La Redazione.

Link ufficiali e fonti testi:

Salogentis – progetto dedicato al Salento

Centro di Cultura Sociale e di Ricerche – Giuggianello

Wikipedia – Monumenti megalitici del Salento

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“Potere e Pathos”, Palazzo Strozzi, Firenze

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(14 marzo – 21 giugno)

Potere e Pathos, Palazzo Strozzi FirenzeE’ attualmente in corso uno degli eventi culturali più significativi dell’anno, ovvero la mostra curata da Jens Daehner e Kenneth Lapatin e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, J. Paul Getty Museum di Los Angeles e dalla National Gallery of Art di Washington con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana dedicata alla scultura antica. L’esposizione intitolata “Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico” raccoglie opere realizzate tra il IV e il I secolo a.c. periodo in cui si affermano in tutto il Mediterraneo lo stile e le teniche della scultura in bronzo della Grecia ellenistica. Le opere provengono da alcuni dei più importanti musei internazionali come: il British Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la Galleria degli Uffizi e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale di Atene, il Museo Nazionale Georgiano, il Musée du Louvre di Parigi e i Musei Vaticani.

Link ufficiale:

Palazzo Strozzi – “Potere e Pathos. Bronzi del mondo ellenistico”

Video ufficiale:

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