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Posts Taggati ‘arte classica’

“Il Magnifico Cornuto”, Museo Archeologico A. Salinas, Palermo

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(Dal 6 luglio 2016)
Il Magnifico cornuto

“Il Magnifico Cornuto”

E’ ritornato nel percorso espositivo del Museo Salinas di Palermo dopo cinque anni di riposo il “Magnifico Cornuto”, l’ariete in bronzo realizzato probabilmente in una bottega di Siracusa tra il III e il II sec. a.C., anche se alcuni particolari portano a posticipare al periodo romano imperiale la sua fusione e cioè tra la fine del I e la fine del II sec. d.C. Un’ opera che in origine era accompagnata da un gemello e considerata un capolavoro dell’arte classica, dalle cronache si evince una storia molto travagliata della coppia gemella, che nel corso dei secoli cambia numerose volte locazione. Non è chiaro da dove provenga o dove sia stato il luogo del suo ritrovamento ma l’alta qualità delle sculture e la padronanza dimostrata dall’artista nella fusione a “cera persa” ricorda le eccellenze della scuola di Lisippo. Per molti anni la coppia di animali decorava il portale d’ingresso del “Castello Maniace” di Siracusa costruito da Federico II di Svevia a Ortigia, poi l’imperatore nel 1448 la dona alla famiglia dei Ventimiglia che portano le sculture a Castelbuono. Tra il 1510 e il 1511 vengono trasferite presso “Palazzo Chiaramonte” a Palermo, poi al “Castello a Mare” e successivamente al “Palazzo Reale”. Purtroppo durante i moti rivoluzionari del 1848 una cannonata colpì uno degli arieti che andò distrutto per sempre mentre l’altro venne solo lievemente danneggiato e spostato definitivamente nel “Regio Museo” di Palermo. Oggi è possibile ritornare ad ammirare questa stupenda rappresentazione dell’animale con una perfetta resa realistica e naturale, immortalato nel momento dell’allerta, pronto a saltare davanti ai nostri occhi.

Link ufficiale:

Museo Archeologico Nazionale A. Salinas, Palermo

Museo Archeologico Nazionale A. Salinas (Facebook)

Museo Archeologico Nazionale A. Salinas (Twitter)

Museo Archeologico Nazionale A. Salinas (Youtube)

Video ufficiale:

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Area archeologica di “Saturo” (Puglia)

Written by infomuseum. Posted in Articoli Reportage

Area archeologica di Saturo (Marina di Leporano, Puglia).

Visitata nel marzo del 2015.

Durante una nostra escursione sulla costa ionica dell’alto Salento decidiamo di fare una breve sosta alla bellissima area archeologica della antica “Saturo”, presso la frazione marina di Leporano in provincia di Taranto. Le prime tracce dell’uomo sul promontorio risalgono al XVIII secolo a.C. e si sono susseguite fino al XVI secolo d.C. con la nascita del borgo di Leporano. L’area è circondata da due baie che costituivano un riparo naturale per le barche, sul promontorio si trovano delle sorgenti e si gode di un ottima vista dell’orizzonte, prima ancora della nascita della città greca Taras (Taranto) in queste acque approdavano le navi mercantili micenee e dei navigatori del mar Ionio. E’ stata documentata dal XVIII al XVI secolo a.C. la presenza di un’Acropoli e di capanne costruite con pietre irregolari, inoltre il ritrovamento di numerosi frammenti di ceramica confermano il forte legame commerciale con le città greche. Nel XV e XIV secolo la zona resta praticamente disabitata, nel XIII secolo a.C. si forma un nuovo villaggio di capanne circolari, sorrette da strutture di pali in legno e circondato da uno spesso muro a secco con canali per le acque piovane, mentre nel XI secolo a.C. si riflette nell’abitato una forte influenza della cultura degli Iapigi, una popolazione proveniente dall’Illiria che colonizza la Puglia tra il secondo e il primo millennio a.C.

La colonizzazione greca avviene dall’ VIII al III secolo a.C. ad opera dei Parteni abitanti della Laconia che distrussero il villaggio di “Satyrion” per fondare “Saturo” ed inalzare il proprio santuario dedicato alla dea Atena. La presenza romana si documenta dal II secolo a.C. al VI d.C. in base ai resti delle ville patrizie rinvenuti lungo tutta la costa tarantina ed in cui si lavorava anche la campagnae della cisterna alimentata da un lago sotteraneo, il “Pozzo di Lama Traversa”. Ancora oggi sono visibili i resti del III, IV e VI secolo d.C. della villa che si estendeva tra le due baie affacciata sul mare e collegata da un elegante portico che offriva un magnifica veduta panaromica e collegava la parte residenziale alle terme. Probabilmente dove è stato costruito il deposito militare durante la seconda guerra mondiale si trovava un ninfeo, con una fontana di grandi dimensioni mentre un’altra fonte doveva trovarsi proprio sulla spiaggia. Durante il Medioevo la località è sotto il controllo dell’ impero bizantino di Giustiniano e gli insediamenti abitativi si allontanano dalla costa per difendersi delle scorrerie arabe e turche. La “Torre costiera” venne costruita nel XVI come tante altre per volere del vicerè di Napoli Pietro Afan di Ribera, gli spagnoli volevano in questo modo ostacolare le continue scorribande dei saraceni. Sono ancora ben visibili un bunker in cemento ricoperto di terra che veniva utilizzato come faro durante la guerra, la struttura è dotata di un meccanismo simile ad un ascensore che permetteva l’uscita del faro per illuminare il cielo e il mare, inoltre nell’area archeologica si trovano anche due postazioni antieaeree. L’area purtroppo sembra necessiti di ristrutturazioni importanti e di valorizzazione, nonostante la mancanza di fondi sufficienti alcune associazioni locali organizzano attività culturali che contribuiscono alla diffusione e alla conservazione del patrimonio archeologico di questo bellissimo territorio. Un luogo incantevole che torneremo sicuramente a visitare.

Link ufficiali:

Parco Archeologico Saturo

Wikipedia – Saturo

 

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Taranto, (Puglia)

Written by infomuseum. Posted in Articoli Reportage

La città vecchia di Taranto, (Puglia)

visitata nel novembre 2014

L’antica e preziosa città di Taranto è certamente fonte di aspre discussioni e critiche riguardo la condizione dei suoi beni culturali, l’area petrolchimica come quella siderurgica e militare hanno contribuito alla devastazione ambientale di territori dove un tempo vivevano i lapigi che furono colonizzati dai greci nel 706 a.c. e qui fondarono la città di Taras. Il centro storico chiamato dai tarantini “città vecchia” è un piccolo borgo situato tra il Mar Piccolo e il Mar Grande, unito alla terra ferma da due ponti tra cui il noto ponte girevole inaugurato nel 1887. La storia antica della città la vede prima colonia spartana poi un municipium romano nel 90 a.c., durante il periodo medievale si alternano al potere bizantini e longobardi, nel XV secolo è la volta degli spagnoli e poi i Borboni sino al Regno d’Italia. E’ sufficiente passeggiare per le sue stradine e ci si rende subito conto di quante bellezze tra aree archeologiche, palazzi signorili, edifici sacri e musei Taranto possiede.

Come prima tappa scegliamo le colonne doriche del “Tempio di Poseidone”, restiamo affascinati dalle loro dimensioni, dalla potenza che ancora esprimono i fusti rastremati. Nel corso dei secoli il tempio è stato più volte inglobato dagli edifici adiacenti, nel VI secolo viene usato come granaio, poi come chiesa, mentre nel XIV secolo l’area venne adoperata come fornace per l’argilla. Le colonne in carparo locale che si possono ammirare oggi appartengono al lato lungo dell’edificio mentre la fronte era rivolta verso il canale. Probilmente il tempio fu costruito nel V secolo a.c. ed era strutturato da 6 colonne per i lati corti e 13 sui lati lunghi.

Lasciato i resti dell’acropoli della città greca, sempre in piazza castello è possibile ammirare il “Castello aragonese” o “Castel Sant’Angelo”. Il primo nucleo risale al 916 all’epoca dei bizantini che lo vollero per difendersi dai saraceni e da Venezia con torri strette ed alte, ma con l’arrivo delle armi da polvere da sparo gli spagnoli di Ferdinando II d’Aragona abbassarono e resero più larghe le torri difensive che raggiunsero il numero di sette, quattro formavano il cortile interno e le rimaneti tre sorgevano sul lato del canale dove oggi si trova il ponte girevole, gli aragonesi conclusero i lavori nel 1492 realizzando anche il fossato difensivo.

Per noi è stata una vera sopresa la “Chiesa di San Domenico Maggiore”, nel borgo antico si inalza con la sua facciata romanica-gotica costruita nel 1302 sul luogo di un tempio greco, sobria ma decorata con un magnifico rosone con al centro l’agnello simbolo del cristo, il portale d’ingresso presenta una strombatura degli archi a mandorla che rimandano ai modelli del gotico d’oltrealpe, le due scale di notevole impatto scenografico vennero aggiunte nel XVIII secolo.

Di epoca bizantina invece è la fondazione della “Cattedrale di San Cataldo”, durante l’XI secolo fu largamente rimaneggiata e solo nel 1713 le fu aggiunta la facciata barocca dell’archietto leccese Mauro Manieri. La facciata in origine in stile romanico è stata quindi rielaborata secondo i canoni estetici settecenteschi con i suoi elementi caratteristici come i tronconi dell’architrave spezzato con i due angeli e le nicchie laterali dove si trovano le statue di San Rocco, San Irene, San Pietro e San Marco mentre la statua che sormonta il finestrone è dedicata a San Cataldo. La cattedrale si compone ai lati di muri esterni che conservano lo stile sobrio dell’architettura romanica con la presenza di archetti a specchiature decorati con conci bicolori che oggi a causa delle impurità si apprezzano solo in parte. L’interno è costituito da una struttura a tre navate nella parte centrale e da un transetto ad una sola navata nella zona absidale e dalla presenza dell’antica cripta. All’suo interno si trovano opere del XII come il mosaico di Petroius, del XV, XVI e del XVII secolo.

Era certamente il nostro principale obiettivo visitare il MArTA (Museo Archeologico Nazionale di Taranto), rinomato come tra i più importanti musei nazionali possiede importanti reperti archeologici provenienti non solo dal tarantino ma da tutta la Puglia. Fondato nel 1887 occupa le stanze di quello che fù l’ex convento di San Pasquale di Baylon costruito nel XVIII secolo, la sua collezione composta in gran parte di reperti di epoca greca e romana è stata recentemente rivisitata nell’ impianto espositivo (durante la nostra visita alcune aree non erano ancora accessibili) rendendo il museo accogliente, comodo da visitare sia il moderno supporto multimediale sia per l’intuitivo sistema didascalico delle opere, per tanto cogliamo l’occasione di porgere i nostri complimenti al personale che ci è apparso preparato, accogliente e gentile. Ricordiamo che al suo interno è custodita la “Tomba dell’atleta di Taranto”, le “Cariatidi di dell’ipogeo di Vaste” e numerosi reperti dai reperti funerari.

La Redazione

Link consigliati:

MArta – Taranto

 

 

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“Augusto”, Scuderie del Quirinale, Roma

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(18 ottobre 2013 – 9 febbraio 2014)
Augusto

Augusto

In occasione del bimillenario della morte dell’Imperatore Augusto (19 agosto 14 d.c.), presso le Scuderie del Quirinale è stata da poche settimane inaugurata la mostra dal titolo “Augusto”, si ripercorrono così le tappe della sua storia, dall’adozione da parte di Cesare alla creazione dell’Impero Romano che raggiunse la massima estensione sotto la sua guida. Il catalogo si compone di circa 200 opere rappresentative della nuova cultura e del nuovo linguaggio artistico che si afferma proprio durante il suo impero. L’evento è stato organizzato dall’ Azienda Speciale Palexpo e i Musei Capitolini, in collaborazione con il Musée du Louvre e il Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais.

Link ufficiale:

Scuderie del Quirinale – Roma

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Pinacoteca Naz. Bologna, “Donne nell’ Antichità, le radici della civiltà del rispetto”

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(Venerdì 23 novembre 2012)

Presso la sala Gudi della Pinacoteca Nazionale di Bologna si svolgeranno in occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, incontri, dibattiti e visite guidate. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra la Soprintendenza dei Beni Archeologici e la Soprintendenza dei Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici dell’ Emilia-Romagna

Link ufficiale:

Pinacoteca Nazionale – Bologna

 

 

 

 

 

 

Programma:

ore 16,30

Saluti (Filippo Maria Gambari, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna)

Interventi

Ercole e Bona Dea

(Attilio Mastrocinque, Università di Verona)

Scettro o conocchia? Valore e ambiguità del contributo archeologico al dibattito

(Federica Pitzalis, Università “Sapienza” di Roma)

La matrona romana e le molteplici facce del rispetto

(Francesca Cenerini, Università “Alma Mater” di Bologna)

Femicidio: un nome nuovo per una storia antica come il patriarcato

(Chiara Cretella, Sociologa e volontaria della Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna)

Discussione

(moderata da Chiara Cretella)

Visita guidata

sul tema Aggressioni, stragi e martiri. Immagini della donna. Un itinerario tra i dipinti della Pinacoteca Nazionale.

(a cura di Anna Stanzani, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici per le province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini)

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