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Posts Taggati ‘Federico Barocci’

“Federico Barocci”, (Noli me tangere), Hermitage Museum, San Pietroburgo

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(15 dicembre 2015 – 8 marzo 2016)
Hermitage, San Pietroburgo

Inaugurazione del 14 dicembre 2015 presso l’Hermitage di San PIetroburgo

Un’ opera importane del pittore urbinate Federico Barocci (1535-1612) custodita presso gli Uffizi di Firenze sarà ospitata nelle sale dell’ Hermitage di San Pietroburgo. L’inaugurazione a cui hanno partecipato anche il ministro del MiBACT Dario Franceschini, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt e il direttore del museo russo Mikhail Piotrovsky, presenta al grande pubblico l’opera di uno dei massimi esponenti del manierismo.

Il dipinto prescelto è il suggestivo “Cristo e Maria Maddalena” (Noli me tangere) realizzato probabilmente verso al fine del ‘500 profondamente influenzato dalla Controriforma eclesiastica, il tema sacro del miracolo della resurrezione viene interpretato in modo nuovo, una composizione semplice ed efficace che pone l’attenzione solo sui due personaggi principali.
Ancora oggi le pale d’altare monumentali del Barocci decorano le grandi chiese di Roma, Urbino, Perugia, Loreto, Ravenna e altre ancora, ma non meno noti furono i dipinti di dimensioni ridotte molto apprezzati e imitati. La formazione artistica del Barocci è sicuramente incentrata su grande genio di Raffaello che come lui proveniva da Urbino, anche Michelangelo sembra apprezzasse il lavoro del giovane artista, così abile nel disegno quanto nel uso del colore a cui dedicò numerose ore di studio. La novità delle composizioni e la brillantezza della sua tavolozza verranno poi riprese nelle opere dei Carracci e degli accademici bolognesi, come anche dai pittori fiamminghi, tra cui Peter Paul Rubens, si formeranno i “Barocceshi” in Italia e non solo, che anticiperanno il gusto del barocco e del roccocò francese del XVIII secolo. Tra i suoi mecenati ricordiamo Gregorio XIII e Clemente VII, il re Filippo II di Spagna, il Granduca Ferdinando I di Toscana e diverse comunità religose, ma resta il suo principale commitente Francesco Maria II della Rovere, duca di Urbino.

La mostra è stata curata da Zoya Vladimirovna Kuptsova ricercatore presso il Diapartimento di Belle Arti occidentale europe di stato dell’Hermitage.

Link ufficiale:
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Urbino, (Marche)

Written by infomuseum. Posted in Articoli Reportage

Urbino (Pesaro-Urbino, Marche)

visitata nel aprile 2012

Il centro storico di Urbino è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1998 ed effettivamente rappresenta un raro esempio di centro cittadino rinascimentale rimasto praticamente intatto. Sviluppatosi attorno al nucleo romano e alle due principali arterie della città che solcano ancora l’antico tracciato del cardo e del decumano principale.

Visitiamo per primo il Palazzo Ducale del Duca di Montefeltro, che regnò sulla città nella seconda metà del Quattrocento, esemplare dell’architettura rinascimentale, è caratteristico per i torricini che ne delimitano la parte posteriore, costruiti da Luciano Laurana (1420-1479). Dopo di lui la direzione dei lavori fu affidata a Francesco di Giorgio Martini (1439-1501).
Le sue sale ospitano la Galleria Nazionale delle Marche, e tra i capolavori esposti segnaliamo: la “Flagellazione di Cristo” (1470 circa) e la Madonna di Senigallia (1470/1485) di Piero della Francesca (1416/1417 – 1492); “la predella” (1467-1468) eseguita da Paolo Uccello (1397 – 1475), facente parte della “Pala del Corpus Domini” (1472-1474) di Giusto di Gand (1430 circa – 1480 circa); e il “Ritratto di Gentildonna” (1507), meglio conosciuto come “La Muta”, di Raffaello Sanzio (1483 – 1520). Un vero gioiello dell’arte dell’intarsio è lo studiolo del Duca, un impressionante serie di ritratti, allegorie umaniste e prospettive fedelmente riprodotte, che simboleggiano lo spirito culturale della corte del Duca.All’interno del Palazzo, attraversando il cortile interno è possibile visitare anche il Museo Archeologico Nazionale con i reperti dell’epoca romana.

Il Duomo di Urbino viene costruito intorno al 1021, dopo il terremoto del 1789 venne demolita la costruzione realizzata da Giorgio Martini (1439-1501) commissionata all’epoca dal Duca, sarà in seguito ricostruito da Giuseppe da Valadier (1762-1839) con la facciata realizzata da Camillo Morigia (1743-1795) nel 1782. All’interno si trovano tre opere di Federico Barocci (1535-1612): “San Sebastiano” (1557), la “Santa Cecilia” (1555) e l’ “Ultima Cena” (1603-1608), ma anche la “Natività della Vergine” (1708) di Carlo Cignani (1628-1719). Ci colpisce la porta laterale detta “della roccia”, che presenta un bugnato decorativo di gusto tardo manierista.

Il Teatro Sanzio costruito fra il 1845-1853 dall’architetto Vincenzo Ghinelli e decoraato all’interno da Raffaele Antonioli.

Situata all’ingresso del Palazzo Ducale la Chiesa di San Domenico venne fatta costruire fra il 1362 e il 1365, il materiale di costruzione è il laterizio, la facciata si compone di una doppia scala e il protiro realizzato in travertino è un opera di Maso di Bartolomeo (1406-1456), completato da Michele di Giovanni da Fiesole (1418-1458). Nella lunetta si trova una delle magnifiche opere realizzata da Luca della Robbia (1400-1482), maestro massimo del Rinascimento nell’utilizzo della ceramica invetriata, l’opera raffigura la “Madonna con Bambino e Santi Domenico, Tommaso d’Aquino, Alberto Magno e Pietro Martire”, le figure emergono con i loro volumi e si stagliano sul fondo azzurro caratteristico dell’opera dei della Robbia. Una curiosità, nella piazza si trova un reperto che passa spesso inosservato, è un obelisco egizio situato proprio di fronte alla chiesa.

Percorrendo via Raffaello si trova anche l’ex Ospedale Santa Maria della Misericordia costruito da Francesco Santi e da Antonio di Simone nel XV secolo. L’edificio si caratterizza di un portico a tre arcate con colonne dai pregievoli capitelli, antichi resti di una delle costruzioni più estese della città.

La Chiesa di San Francesco risalente al XIII secolo fu rielaborata in gran parte dall’opera del grande Luigi Vanvitelli (1700-1773) nel 1742, del antico edificio gotico si possono ancora ammirare il campanile e il portico della facciata.

Raggiungendo a piedi la fortezza Albarnoz situata sulla collina a lato della città si puo osservare una bellissima panaromica del paesaggio di Urbino, una città che ha conquistato il cuore della nostra redazione strappandoci la promessa di un prossimo ritorno.

Link consigliati:

Comune di Urbino

UNESCO – Urbino

 

La Redazione.

 

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