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Posts Taggati ‘pittura’

“Magister Giotto” – un racconto multimediale, Venezia

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(13 luglio – 5 novembre 2017)

Quest’anno si festeggia l’anniversario dei 750 anni dalla nascita di Giotto (1267-1337), maestro dell’arte pittorica del periodo tardo medievale e fondamentale tappa per il futuro rinascimento. Presso le sale della “Scuola Grande della Misericordia” di Venezia è in corso un’innovativa esposizione multimediale, un percorso espositivo verbale-visivo-musicale che ne ripercorre le opere più ammirate della carriera artistica di Giotto. Il visitatore potrà percorrere accompagnato dalla voce narrante dell’attore Luca Zingaretti e dalle musiche di Paolo Fresu i sette ambienti allestiti, si comincia con la ricostruzione della grandissima Croce del Presepe di Greccio, si prosegue con le Storie di San Francesco della Basilica superiore di Assisi, con i cicli affrescati della Cappella degli Scrovegni di Padova, i crocifissi toscani e dell’insolita presenza di una sale dedicata alla Missione Giotto realizzata nel 1986 dall’Agenzia Spaziale Europea, che intercettò la Cometa di Halley dipinta nell’adorazione dei Magi della Cappella degli Scrovegni. L’evento si ripeterà con l’identico format nel 2018 per Antonio Canova e nel 2019 per Raffaello.

Link ufficiali:

Cultura Italia

Magister Giotto – Venezia

Cose Belle d’Italia Media Entertainment – Milano

Video ufficiale:

 

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“Labirinti del cuore”, Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma, Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(24 giugno – 17 settembre 2017)

Un’artista che si distingue dai suoi contemporanei è sempre meritevole di fama e successo, ma una morte giunta troppo prematura può interrrompere l’ascesa di un grande genio quali Giorgio da Castelfranco (1478 circa -1510) detto il Giorgione. Tra le sue opere più conosciute ricordiamo il “Ritratto di due amici”  in cui emergono chiare e determinate le attenzioni che l’artista pone sui moti d’animo che portano Giorgione ad interpretare la psicologia dei suoi modelli, anticipando e ispirando la nuova ritrattistica del ‘500. La mostra allestitapresso le sale di Palazzo Venezia e Castel’Sant’Angelo a Roma, pone come fulcro dell’esposizione proprio il ritratto del maestro veneto che si confronta con le opere di altri grandi maestri del Cinquecento come: Tiziano, Tintoretto, Romanino, Moretto, Ludovico Carracci, Bronzino, Barocci e Bernardino Licinio. Le opere portano il visitatore ad esplorare il labirinto che ogni uomo porta dentro di sè nell’esperienza amorosa, tra abbandono e nostalgia.

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Torino (Piemonte)

Written by infomuseum. Posted in Articoli Reportage

visitata nell’aprile 2017.

Era da tempo che volevamo far ritorno a Torino per visitarla e cercare di scoprire i tesori dell’arte che si nascondono nelle strade del centro storico. Usciti dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova ci dirigiamo verso Piazza Castello, le strade disposte secondo uno schema a griglia, riprendono la tradizione romana del cardo e decumano mentre i viali alberati oggi trafficatissimi, rappresentano uno dei primi esempi di “grandi strade” che si diffonderanno nelle capitali di tutta l’Europa. Attraversiamo piazza Carlo Felice e camminiamo per via Roma che ci riporta ai secoli d’oro del Barocco, le due statue in piazza CNL sono opere di Umberto Baglioni, lo scultore ha così raffigurato il Po e la Dora nel 1937, le statue sono anche note per essere state la scenografia di una scena del film “Profondo rosso” di Dario Argento.

A questo punto ci troviamo dietro le due chiese gemelle di Piazza San Carlo, ovvero a sinistra la “Chiesa di San Carlo Borromeo” e a destra la “Chiesa di Santa Cristina“. L’edificio dedicato al santo fù progettato nel 1618 ed non è chiaro ancora oggi chi lo abbia disegnato, mentre è certo che il cantiere fu diretto da Antonio Maurizio Valperga, mentre la facciata è del 1834 opera dell’architetto Ferdinando Caronesi che trae ispirazione dalla gemella. La chiesa dedicata alla santa invece risale al 1639 ed è opera di Carlo di Castellamonte e di suo figlio Amedeo.  Solo nel 1716 la bellissima facciata che ancora oggi ammiriamo venne terminata dal genio di Filippo Juvarra.

Al centro della piazza si trova dal 1838 il monumento equestre dedicato a Emanuele Filiberto di Savoia realizzato da Carlo Marocchetti a Parigi dove venne esposto per un breve periodo al Museo del Louvre. L’opera raffigura il sovrano mentre tira le redini del suo cavallo con la spada nel fodero con una gran resa palstica del movimento. La piazza testimone della storia cittadina conserva ancora i suoi antichi caffè che ci riportano ai primi anni del Novecento e a quell’atmosfera di spensieratezza che verrà spazzata via con gli orrori del primo conflitto mondiale.

Proseguiamo per via Roma, la strada oggi pedonale riprende l’antico reticolato della Taurinorum romana e nel corso dei secoli ha subito numerosi interventi, progettata alla fine del XVI secolo dal architetto Ascanio Vitellozzi per volere dei reali sabaudi fù ristrutturata nei primi anni del Novecento pur mantenendo il suo stile Barocco.

Ed ecco che visitiamo Piazza Castello e qui facendo una panoramica a 360° si possono ammirare tra i più bei edifici della storia dell’arte e i capolavori dei grandi maestri della pittura italiana. Primo fra tutti “Palazzo Madama” con la spettacolare facciata opera del Juvarra costruita tra il 1716 e 1718, caratterizzata dai nove grandi finestroni che si affacciano sulla piazza. Gli elementi innovativi della facciata conferiscono all’edificio una monumentalità maestosa, si notano i bugnati, le tre arcate, i ricchi trofei di guerra come negli antichi monumenti romani vengono qui scolpiti da Giovanni Baratta, attivo anche nella realizzazione del cornicione.

Il “Castello degli Acaja” la fortezza medievale che sorge sulle rovine dell’antica “Porta Praetoria” romana si trova proprio adiacente all’edificio del Juvarra. Purtroppo non riusciamo a visitare il Museo Civico d’Arte Antica che si trova all’interno di Palazzo Madama per una riunione sindacale del personale, non ci perdiamo d’animo e facciamo un giro sotto i portici che in questo caldo lunedì mattino di primavera sembra particolarmente trafficato, notiamo le antiche vetrine in stile floreale, l’imponente “Palazzo dell’Armeria Reale”, la piccola e silenziosa “Galleria SubAlpina” mentre sullo sfondo della piazza si trova il “Palazzo Reale” progettato dal Vittozzi nel XV secolo, l’edificio si arricchisce nei secoli di numerose stanze decorate secondo i dettami dell’architettura Barocca se pur l’esterno richiami più un’architettura militare che reale, inoltre il palazzo è comunicante con il duomo tramite la “Cappella della Sacra Sindone” dove si trova la magnifica cupola dell’architetto Guarino Guarini . E per noi c’è un’altra delusione, la cupola dopo l’incendio del 1997 non è ancora visitabile, e qui evitiamo qualsiasi inutile commento sulla situazione dei beni culturali nel nostro paese…che amarezza non poter ammirare un capolavoro del Barocco visto sempre e solo in foto. La cupola che venne aggiunta dal Guarini ad un progetto già approvato è nota per l’effetto ottico che il visitatore ha quando si trova al di sotto degli archetti che formano esagoni e che danno l’impressione che la cupola sia molto più alta, questa costruzione rappresenta nella Storia dell’Arte un passaggio fondamentale per l’estetica Barocca. Non ci perdiamo d’animo e ci accontentiamo di vedere un’altretanto capolavoro del maestro modenese situato nella “Chiesa di San Lorenzo”, parliamo della cupola centrale costituita da sedici costoloni che si intrecciano formando dei triangoli, e definendo un disegno fitto e complicato, soluzione tanto amate dal Guarini.

Ci fermiamo ad ammirare la sobria facciata rinascimentale della “Cattedrale di San Giovanni Battista” eretta sul luogo dell’antica area sacra dove sorgevano tre chiese paleocristiane successivamente demolite per fare spazio al duomo. La forma a capanna, le linee sono sobrie ed eleganti, le due volute ai lati, e il colore bianco del marmo venato, sono tutti elementi ripresi dai dettami dell’architettura del Brunelleschi, e quindi in contrasto con l’antico campanile longobardo sopravvissuto ai lavori di ristrutturazione del XV secolo.

La tappa successiva è la “Porta Palatina” romana magnificamente conservata nella sua imponenza, eretta nel I secolo d.C. accoglieva i visitatori che giungevano da nord e secondo alcuni studi sembra che in origine venne costruita solo la prima torre quella destra per poi essere ampliata, nel corso dei secoli subì numerosi interventi architettonici che modificarono radicalmente la struttura iniziale, solo all’inizio del Novecento ci fù un importante restauro ad opera dell’architetto Alfredo D’Andrade che rimosse tutte le parti “non romane”, così la possiamo ammirare ancora oggi. Per noi è un monumento affascinante e importante, una delle costruzioni romane meglio conservate al mondo che vogliamo ammirare seduti nel prato verde dell’area archeologica e nel mentre scattare qualche foto per la galleria di questo articolo.

Essendo il giorno della nostra visita un lunedì troviamo il Museo Egizio chiuso, anni fà lo avevamo visitato ma purtroppo questa volta non è stato possibile e proseguiamo verso “Palazzo Carignano” (1679-1685) con la sua facciata sporgente sulla piazza proprio come doveva essere il progetto per il Louvre realizzato dal Bernini. Lo stile risente molto dell’influenza delle regole del Guarini con l’utilizzo di fasci decorative e bande di cornicioni, lesene e motivi binati.

Il centro storico di Torino conserva ancora oggi inestimabile tracce della sua antica storia, le troviamo come dei veri indizzi sulle facciate dei palazzi e nelle strade, solo un occhio attento e ben documentato può riconoscerli all’interno delle varie stratificazioni architettoniche, la “Casa del Senato” per esempio, presenta ancora intatte le sue finestre in cotto del XV secolo, come pure l’ “Hospicium Signi Corone” di cui alcune foto sono presenti nella galleria di questo Reportage.

La nostra visita è ormai al termine non ci resta altro che puntare il magnifico “Parco del Valentino” per un meritato riposo, ci lasciamo veloci alle spalle il palazzo dell’Università costruito nel 1712 nell’isolato di Sant’Elena vicino a via Po, fù voluto da Vittorio Amedeo II che per la costruzione incaricò l’architetto Garone. Visitiamo la “Mole Antonelliana” oggi sede del “Museo Nazionale del Cinema”,venne costruita tra il 1863 e il 1889 su progetto di Alessandro Antonelli per volere della comunità ebraica di Torino, il progetto iniziale della comunità venne stravolto con l’aggiunta del tempietto e l’inalzamento del edificio dai 47 ai 113 metri, ad oggi l’edificio misura 163,50 metri.

La giornata di oggi ci ha portato alla conoscenza di alcuni segreti del centro storico del capoluogo piemontese e strappandoci la promessa di un presto ritorno, salutiamo così la città con un bellissimo arco alpino alle sue spalle.

Un invito a tutt* voi a visitare Torino.

Link consigliati:

Museo Egizio

Palazzo Madama

Palazzo Reale

Mole Antonelliana e Museo Nazionale del Cinema

Video Reportage:

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“Da Hayez a Boldini”, le molte anime dell’Ottocento, Palazzo Martinengo, Brescia

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(21 gennaio – 11 giugno 2017)

Federico Faruffini, Toilette antica, olio su tela, 40x51cm; collezione privata

La mostra celebra l’arte italiana del XIX secolo e i suoi maggiori esponenti delle correnti artistiche che caratterizzarono questo periodo, gli artisti del Neoclassicismo, del Romanticismo, della Scapigliatura, dei Macchiaioli e del Divisionismo, sono riuniti con le loro opere in un percorso espositivo che ha il suo inizio con una delle opere più celebri del Canova ovvero “Amore e Psiche” circondata dalle tele di Andrea Appiani favorito di Napoleone. Nelle sale dedicate al Romanticismo si può ammirare la “Maria Stuarda sale al patibolo” di Francesco Hayez e i capolavori di Giuseppe Molteni, Enrico Scuri, Giacomo Trecourt, Carlo Arienti e Giuseppe Carnovali detto il Piccio che anticipa nei segni la sala della Scapigliatura che custodisce le tele di Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni e Mosè Bianchi. Le altre sezioni dell’esposizione porranno l’accento sugli artisti italiani influenzati dall’Impressionismo francese e dal Divisionismo che trova la massima forza nelle opere di Segantini. La mostra si conclude con una sezione dedicata alla Belle Epoque ai caffè, ai boulevard parigini e al clima culturale della capitale francese dove vi soggiornarono numerosi artisti italiani, come De Nittis, Boldini e Federico Zandomeneghi.

Link Ufficiali:

Palazzo Martinengo di Brescia

Cultura Italia

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“La Collezione Gelman: arte messicana del XX secolo”, Palazzo Albergati, Bologna

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(19 novembre 2016 – 26 marzo 2017)

Frida Kahlo
L’amoroso abbraccio dell’universo, la terra (Messico), io, Diego e il signor Xolotl, 1949, The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation, Cuernavaca © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. by SIAE 2016

Il 19 novembre è stata inaugurata a Bologna nel bellissimo Palazzo Albergati una grande mostra dedicata all’arte messicana del XX secolo.  Le opere in esposizione provengono dalla Collezione Gelman, proprietà dei coniugi russi Jacques Gelman e Natasha Zahalkaha, una famiglia di collezionisti russi che ha raccolto negli anni dipinti, foto, abiti, gioielli, collages, litografie dei più grandi artisti dell’arte messicana. Tra quelli in mostra vi sono presenti: Frida Kahlo, Diego Rivera, Maria Izquirdo, David Siqueiros, Rufino Tamayo e Angel Zarraga. Nel comunicato stampa si legge che parte dei ricavati dell’evento saranno devoluti ai paesi colpiti del sisma.

Link ufficiale:

Palazzo Albergati – Bologna

 

 

 

 

 

 

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