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Posts Taggati ‘Rinascimento’

Sculture del Rinascimento: “Dipinti di antichi maestri – Arti Decorative”, Hotel Westin Excelsior, Firenze

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(dal 5 al 13 ottobre 2013)

dantiPer cinque giorni sarà possibile per il grande pubblico ammirare presso l’Hotel Westin Excelsior in piazza di Ognisanti a Firenze, alcuni capolavori realizzati dai maestri del XIV secolo sino al XVIII secolo, da Donatello a Guido Reni. Le opere raccolte dall’antiquario fiorentino Giorgio Baratti,  in tutto quasi 50, sono realizzate con tecniche differenti e inserite all’interno del catalogo curato dal Prof. Giancarlo Gentilini.

 

Link ufficiale:

Giorgio Boratti

 

 

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Firenze, (Toscana)

Written by infomuseum. Posted in Articoli Reportage

Firenze, (Toscana)

visitata nel gennaio 2013

In questo breve passeggiata per Firenze ci soffermeremo in particolare sugli edifici situati nei dintorni del duomo, nel cuore del centro storico. Lungo il percorso che ci porta verso il centro per prima vediamo la Fortezza da Basso, situata sui viali esterni fatta erigere da Alessandro de’ Medici ad opera degli architetti Pier Francesco da Viterbo e Antonio da Sangallo il Giovane (1483 – 1546) tra il 1534 ed il 1537, la sua mole impressionante riprende i canoni dell’architettura militare medievale a base pentagonale.

Costruita per l’ordine domenicano la Basilica di S. Maria Novella sorge sul sito dove già dal XI secolo si trovava un edificio religioso romanico, sottoposta ad ampliamente nel corso dei secoli fu inaugurata nel 1420 dal papa Martino V. La famiglia Rucellai commissionò all’architetto Leon Battista Alberti (1404-1472) ulteriori modifiche della facciata che ancora oggi si possono ammirare nella forma attuale, i lavori si conclusero nel 1470. E’ sicuramente tra le opere più rappresentative dell’architettura rinascimentale italiana, tramite i rapporti delle proporzioni e le geometrie delle forme l’Alberti realizza un armonica decorazione simmetrica che trae ispirazione dai canoni antichi dell’architettura romana. L’interno è costruito su i dettami del gotico cistercense, ci furono interventi di Giorgio Vasari (1511-1574) tra il 1565 e il 1571 che contribuirono all’ampliamento del presbiterio. Al suo interno sono custoditi numerosi capolavori della storia dell’arte italiana, tra i quali ricordiamo: il crocifisso di Giotto (1267-1337) presente già nel 1312, quello di Filippo Brunelleschi (1377-1446) realizzato tra il 1410 e il 1415, il famoso affresco “Trinità, Maria e Giovanni” di Masaccio (1401-1428)  del 1427 esempio della costruzione dello spazio raffigurato tramite i canoni della prospettiva centrale, “le storie delle genesi” di Paolo Uccello (1397-1475) affrescate nel 1425, gli affreschi di Domenico Ghirlandaio (1449-1494) nella cappela Tornabuoni, mentre spetta a Filippo Lippi (1406-1469) la decorazione della capella Strozzi realizzata tra il 1497 e il 1502.

Mentre passeggiamo per i vicoletti del centro storico in via della spada troviamo l’ex Chiesa di San Pancrazio situata nell’omonima piazzetta. All’interno è costudito un’altro capolavoro di Leon Battista Alberti, “Il tempietto del santo sepolcro”, costruito per volere di Giovanni Rucellai nel 1467 è una ricostruzione del tempio di Gerusalemme. Fu invece con l’intervento di Giuseppe Cacialli (1770-1828) che i due leoni, le colonne e il fregio furono spostate dall’interno della chiesa e collocati sulla facciata esterna.

Simbolo della città di Firenze il Palazzo Vecchio sorge proprio dove un tempo si trovava l’antico teatro romano. Costruito nel corso del trecento viene attribuito ad Arnolfo di Cambio (1240-1310), presenta un elegante facciata decorata con una fascia orizzontale in bugnato in pietraforte e con gli ordini superiori che si alleggeriscono con la presenza delle finestre bifore. La torre venne ingloblata successivamente nell’edificio, terminata nella forma attuale nel 1310 con le merlature a coda di rondine dei ghibellini. All’interno del palazzo ha sede il Museo di Palazzo Vecchio, che comprende nel suo percorso la “Sala dei Cinquecento” dove all’inizio del XVI secolo, il giovane Michelangelo Buonarroti (1475-1564) si confronta con il maturo Leonardo da Vinci (1452-1519) nell’arte della pittura, il primo con la “Battaglia di Cascina” e il secondo con la “Battaglia di Anghiari” commissionate da Cosimo I, entrambe le opere mai portate a termine, oggi restano soltanto qualche cartone preparatorio e alcune copie ritratte.

Siamo giunti al Battistero di San Giovanni, anch’esso sorge sul luogo dove precedentemente si trovava un edificio romano, di cui alcuni elementi furono recuperati per decorarne la parte interiore, durante il XIII secolo ebbero inizio i lavori per la rivestitura esterna del marmo e per la decorazione della cupola affidata a Coppo di Marcovaldo (1225-1276) e Cimabue (1240-1302). I rimandi continui all’architettura antica, le simmetrie e le decorazioni a moduli geometrici conferiscono all’edificio un effetto suggestivo. Ai sui lati sono poste le porte in bronzo, che tutti abbiamo studiato a scuola, nel lato sud troviamo quella realizzata Andrea Pisano (1290-1349) tra il 1330 e il 1336, mentre sul lato nord ed orientale, si possono ammirare quelle scolpite da Lorenzo Ghiberti (1378-1455) tra 1425 e il 1452.

Il duomo, ovvero la Cattedrale di Santa Maria del Fiore fu progettata in un primo momento da Arnolfo di Cambio, i lavori iniziarono nel 1296 e dopo la sua morte si fermarono, sino al 1356 quando Francesco Talenti (1300-1369) riprese la direzione del cantiere. Nel 1436 avviene la consacrazione con il completamento della cupola di Filippo Brunelleschi, ma restava ancora incompleta la facciata, che sarà realizzata in stile neogotico  tra il 1871 e il 1887 da Emilio De Fabris e Luigi del Moro secondo i canoni arnolfiani. Durante questa visita siamo entrati all’interno della cupola così da poter non solo usufruire della splendida vista della città dalla lanterna, ma per poter ammirare da vicino le strutture architettoniche realizzate da Brunelleschi, la doppia cupola e la famosa soluzione dei mattoni a “spina di pesce”. Le immagini nel video reportage sono proprio raccolte in questi momenti. L’affresco che decora l’interno della cupola fù realizzato in parte da Giorgio Vasari e Federico Zuccari (1539-1609) tra il 1572 e il 1579, e raffigura “Il giudizio universale” secondo i canoni della pittura moderna e manierista. Il duomo di Firenze con la sua storia ci riporta alla mente i tragici fatti del 26 aprile del 1478 quando al suo interno la famiglia dei Pazzi mise in atto una congiura contro i Medici, negli scontri fu ucciso Giuliano De Medici e ferito Lorenzo il Magnifico che riuscì a scappare, sappiamo anche come questi poi si vendicarono.

Palazzo Strozzi è un imponente costruzione rinascimentale fatto erigere da Filippo Strozzi celebre rivale della famiglia dei Medici, i lavori cominciarono il 6 agosto del 1489 su progetto di Benedetto da Maiano (1442-1497) sulla base di precisi calcoli astronomici e si conclusero durante il cinquecento con varie interruzioni. L’edificio si sviluppa intorno al cortile centrale che si presenta con tutta la sua eleganza d’ispirazione classica, una soluzione tipica dei palazzi signorili del rinascimento fiorentino. Il corpo rettangolare e proporzionato presenta sulle facciate esterne la decorazione a “bugnato” realizzata in pietra e divisa in tre livelli, scandita con bifore e mensole, mentre le decorazioni in ferro sono state realizzate da Niccolò Grosso detto il Caparra, su disegno di Benedetto da Maiano.

Una breve sosta occore farla dinanzi alla Chiesa di Orsanmichele, l’edificio venne costruito in origine come loggia per le granaglie del mercato adiacente, successivamente venne consacrata e dedicata alle corporazioni delle arti di Firenze. Nel 1290 si effettuarono nuovi lavori ad opera di Arnolfo di Cambio, inseguito ad un incendio fu ricostruita tra il 1337 e il 1350 con interventi di Simone Talenti, Neri di Fioravante e Benci di Cione. Sulle facciate esterne sono presenti 14 tabernacoli in marmo di Carrara, goticissimi con le guglie e gli archi acuti come anche le sculture inserite al loro interno. Nel corso degli anni del quattrocento si sono affiancate le opere dei maestri della scultura tardo gotica italiana e non solo: Lorenzo Ghiberti, Nanni di Banco (1390-1421), Donatello (1386-1466), Andrea del Verrocchio (1436-1488), Gianbologna (1529-1608), e Brunelleschi. Nella nostra galleria fotografica abbiamo inserito il gruppo scultoreo in marmo apuano realizzato da Nanni di Banco probabilmente tra il 1409 e il 1417, raffigura i “quattro santi coronati” disposti a mezzaluna, con in basso un rilievo dove i santi sono intenti nell’esercitare l’arte del legno, dell’ architettura e della scultura. I quattro religiosi Casorio, Claudio, Sempronio e Nicostrato sono i protettori delle arti della pietra e del legno e l’artista con non poche difficoltà riusci a collocare tutte e quattro le statue all’interno della nicchia, ne ridusse le altezze e furono ricavate da tre blocchi con pose ieratiche e severe ma che sembrano quasi dialogare tra loro. Le statue possiedono le caratteristiche tipiche del gusto tardo gotico che già nei volti delle figure anticipa la riscoperta del classico, o meglio della statuaria romana. Altra opera importante è  “L’incredulità di San Tommaso” realizzata dal Verrocchio tra il 1466 e il 1483, è l’unica scultura inserita in una nicchia, di cui si riconosce subito lo stile rinascimentale con gli elementi tipici quali la conchiglia, l’arco a tutto sesto e le lesene con i capitelli ionici. Il gruppo realizzato in bronzo è costituito dal Cristo che mostra la ferita al discepolo incredulo, allegoria dell’ordine del Tribunale per cui fù realizzata dopo l’acquisto della nicchia stessa.

Era ormai tardi quando ci siamo ritrovati sui gradini della Basilica di Santa Croce, nelle luci della notte la sua facciata è di notevole effetto scenografico, anch’essa progettata dal grande Arnolfo di Cambio nel 1294, che la voleva enorme, più grande di San Pietro, ma questo andava contro i principi di povertà della regola francescana, era infatti stata commissionata dal governo cittadino per essere donata all’ordine.
Al suo interno custodisce alcuni capolavori della pittura rinascimentale, come la cappella Bardi affrescata da Giotto tra il 1320 e il 1325, la cappella Pazzi realizzata dal Brunelleschi nel 143o e decorata dalle magnifiche terracotte invetriate di Luca della Robbia (1400-1482) e dei suoi allievi. Termina così questa nostra giornata nel centro di Firenze, con la promessa di fare presto una nuova visita documentata, salutiamo questo immenso museo a cielo aperto.

Link Ufficiale:

Comune di Firenze

 

La redazione.

Video reportage:

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Urbino, (Marche)

Written by infomuseum. Posted in Articoli Reportage

Urbino (Pesaro-Urbino, Marche)

visitata nel aprile 2012

Il centro storico di Urbino è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1998 ed effettivamente rappresenta un raro esempio di centro cittadino rinascimentale rimasto praticamente intatto. Sviluppatosi attorno al nucleo romano e alle due principali arterie della città che solcano ancora l’antico tracciato del cardo e del decumano principale.

Visitiamo per primo il Palazzo Ducale del Duca di Montefeltro, che regnò sulla città nella seconda metà del Quattrocento, esemplare dell’architettura rinascimentale, è caratteristico per i torricini che ne delimitano la parte posteriore, costruiti da Luciano Laurana (1420-1479). Dopo di lui la direzione dei lavori fu affidata a Francesco di Giorgio Martini (1439-1501).
Le sue sale ospitano la Galleria Nazionale delle Marche, e tra i capolavori esposti segnaliamo: la “Flagellazione di Cristo” (1470 circa) e la Madonna di Senigallia (1470/1485) di Piero della Francesca (1416/1417 – 1492); “la predella” (1467-1468) eseguita da Paolo Uccello (1397 – 1475), facente parte della “Pala del Corpus Domini” (1472-1474) di Giusto di Gand (1430 circa – 1480 circa); e il “Ritratto di Gentildonna” (1507), meglio conosciuto come “La Muta”, di Raffaello Sanzio (1483 – 1520). Un vero gioiello dell’arte dell’intarsio è lo studiolo del Duca, un impressionante serie di ritratti, allegorie umaniste e prospettive fedelmente riprodotte, che simboleggiano lo spirito culturale della corte del Duca.All’interno del Palazzo, attraversando il cortile interno è possibile visitare anche il Museo Archeologico Nazionale con i reperti dell’epoca romana.

Il Duomo di Urbino viene costruito intorno al 1021, dopo il terremoto del 1789 venne demolita la costruzione realizzata da Giorgio Martini (1439-1501) commissionata all’epoca dal Duca, sarà in seguito ricostruito da Giuseppe da Valadier (1762-1839) con la facciata realizzata da Camillo Morigia (1743-1795) nel 1782. All’interno si trovano tre opere di Federico Barocci (1535-1612): “San Sebastiano” (1557), la “Santa Cecilia” (1555) e l’ “Ultima Cena” (1603-1608), ma anche la “Natività della Vergine” (1708) di Carlo Cignani (1628-1719). Ci colpisce la porta laterale detta “della roccia”, che presenta un bugnato decorativo di gusto tardo manierista.

Il Teatro Sanzio costruito fra il 1845-1853 dall’architetto Vincenzo Ghinelli e decoraato all’interno da Raffaele Antonioli.

Situata all’ingresso del Palazzo Ducale la Chiesa di San Domenico venne fatta costruire fra il 1362 e il 1365, il materiale di costruzione è il laterizio, la facciata si compone di una doppia scala e il protiro realizzato in travertino è un opera di Maso di Bartolomeo (1406-1456), completato da Michele di Giovanni da Fiesole (1418-1458). Nella lunetta si trova una delle magnifiche opere realizzata da Luca della Robbia (1400-1482), maestro massimo del Rinascimento nell’utilizzo della ceramica invetriata, l’opera raffigura la “Madonna con Bambino e Santi Domenico, Tommaso d’Aquino, Alberto Magno e Pietro Martire”, le figure emergono con i loro volumi e si stagliano sul fondo azzurro caratteristico dell’opera dei della Robbia. Una curiosità, nella piazza si trova un reperto che passa spesso inosservato, è un obelisco egizio situato proprio di fronte alla chiesa.

Percorrendo via Raffaello si trova anche l’ex Ospedale Santa Maria della Misericordia costruito da Francesco Santi e da Antonio di Simone nel XV secolo. L’edificio si caratterizza di un portico a tre arcate con colonne dai pregievoli capitelli, antichi resti di una delle costruzioni più estese della città.

La Chiesa di San Francesco risalente al XIII secolo fu rielaborata in gran parte dall’opera del grande Luigi Vanvitelli (1700-1773) nel 1742, del antico edificio gotico si possono ancora ammirare il campanile e il portico della facciata.

Raggiungendo a piedi la fortezza Albarnoz situata sulla collina a lato della città si puo osservare una bellissima panaromica del paesaggio di Urbino, una città che ha conquistato il cuore della nostra redazione strappandoci la promessa di un prossimo ritorno.

Link consigliati:

Comune di Urbino

UNESCO – Urbino

 

La Redazione.

 

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Antico: The Golden Age of Renaissance Bronzes – Frick Collection

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(1 maggio – 29 luglio 2012)

E’ stata da pochi giorni inaugurata un’interessante mostra presso la Frick Collection di N.Y. che ha come protagonista l’opera dello scultore mantovano Pier Jacopo De Bonacolsi (1455-1528, detto l’Antico) soprannome acquisito per le sue conoscenze dell’ arte antica e artista protagonista alla corte dei Gonzaga.

Antico, Apollo Belvedere, c. 1490, Liebieghaus Skulpturensammlung, Frankfurt

In effetti partecipò in età giovanile al recupero dei reperti archeologici dell’ arte romana durante il suo soggiorno a Roma, ed in questo periodo che realizza alcune copie in scala, di opere dei maestri antichi greci e romani. Questa mostra, la prima del suo genere negli Stati Uniti, raccoglie piu dei tre quarti della sua produzione artistica proveniente da collezioni statunitense e europee, l’evento è reso possibile, in parte, dalla Christian Humann Foundation, Mr. e Mrs. M. Geremia Bogert, Mr. e Mrs. J. Tomilson Hill III, The Peter Jay Sharp Foundation, la Robert H. Smith Family Foundation, Thaw Charitable Trust, e il Samuel H. Kress Foundation.

Link ufficiale:
The Frick Collection – N.Y.

 

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Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello

Written by infomuseum. Posted in Notizie & Eventi

(25 ottobre 2011 – 12 febbraio 2012)

Perin del Vaga, Sacra famiglia, 1545-1546, Melbourne, National Gallery of Victoria, Felton Bequest

La mostra organizzata dalla “Fondazione Roma Museo” nel Palazzo Sciarra,  si articola in sette sezione, con nuovi apparati didattici e ricostruzioni virtuali della Loggia di Psiche affrescata da Raffaello, saranno esposti capolavori dei principali maestri del rinascimento romano offrendo la possibilità di approfondire non solo la produzione artistica ma anche architettonica e urbanistica del ‘ 500.

Link ufficiale:
Fondazione Roma Museo

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